Basta un sogno

per sopportare l’esistenza, per dare

qualcosa di simile al senso.

Sempre più forte,

diverso da come era un tempo,

ma molto bello, potente,

attraente e desiderabile.

Passeggiare in una giornata d’inverno,

respirare gli odori e i colori dell’aria

gelida, per poi rimanere ore e ore

a fissare un aquilone, un’aiuola fiorita.

Sentire l’intimità fra il bosco e il fiume,

tra il cielo e la terra, il mare e la luna.

Basta un sogno dolce e greve

ma insopportabilmente ricco,

pieno di sazietà, di tensione,

di agitazione , di angoscia e di rabbia.

Sensazioni forti nelle quali annullarmi

per poi scomparire, morire per poi rinascere.

Basta un sogno

debole ed esile, unico ed irripetibile,

a vagabondare olitario nel respiro dei venti

nell’oro del tramonto, nel profumo di un fiore,

nel blu del mare in tempesta.

Basta un sogno

Marisa.

                                                                                                          

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