Tu uomo, tu che sei il più 

grande prodigio della terra;

che con le tue tristezze e i tuoi dolori

devi costituire, sempre e comunque,

come primo oggetto  la riflessione.

Tu uomo

che ricevevi dalla natura ma soprattutto 

dagli altri uomini solo gioia e amore

Tu uomo 

che ti aspetti dalla  vita poca felicità,

e forse nessuna, ma ugualmente vai avanti 

con fatica e sofferenza, felice anche solo 

della forza con cui ti opponi alle continue 

difficoltà quotidiane.

Tu uomo 

che ti rigiri fra una   perenne alternanza

di una visione di gioia colorata e una sorta

di malessere di insoddisfazione interiore

Tu uomo

che vivi di  semplicità di sensazioni 

come il freddo invernale o  momenti

come le prime luci dell’alba

Tu uomo

che  sei la creatura più imperfetta,

puoi risorgere ogni giorno a nuova vita

lasciando il tuo cuor bambino

e diventando così …. 

immenso!

 

                                                                                                                                       Marisa    

 

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