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Urlare senza più voce.
Le labbra schiuse
su un dolore
che non aveva chiesto.
Un dolore che sfiorava la mente
nelle notti più buie,
accarezzate
dalle più oscure sensazioni.
Un dolore imposto ...
Un dolore che la defraudava ...
Il dolore ... parte di lei.
Nella mente un ricordo
un soffio tagliente
come coltello affilato
che tagliava l'anima.
Un lampo che incendiava
il cuore di amarezza infinita.
Gli occhi pieni di lacrime.
piangere per chi
non aveva lacrime per lei.
Cancellare ogni
traccia di quel ricordo,
ogni segno dell'anima.
Sentire che era
padrona di se stessa.
Nel cuore i pensieri più belli
come a coccolarsi
per accarezzare l'anima.
Cercare di trovare
quel cuore che aveva,
quel cuore buttato
in un gioco troppo duro.
sentire la rabbia
di chi dall'altra parte
la faceva sentire esclusa,
umiliata...
lacrime e incertezze ...
il viso rivolto verso il cielo,
come ad implorare pietà ...
Il luccicare delle stelle,
in un cielo perfettamente limpido,
la mente nel suo vagare
assopita tra dolore e solitudine.
Marisa
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